Prima mobilità del progetto Rural SKILLS

 

Si è conclusa da poco la prima settimana di formazione dello staff organizzata nell’ambito del progetto Erasmus+ Rural SKILLS di cui il GAL MontagnAppennino è capofila.

L’evento, si è svolto nelle Fiandre in Belgio, dal 19 al 24 marzo e ha visto la partecipazione di rappresentanti dello staff e del corpo sociale dei gruppi di azione locale partecipanti al progetto, MontagnAppennino, ADRAT (Portogallo), CORANE (Portogallol), ZIED ZEME (Latvia), Medimurski doli i Bregi (Croatia) e dell’agenzia di sviluppo spagnola IRMA SL. Per lo staff del Gal MontagnAppennino hanno partecipato alla mobilità il direttore Stefano Stranieri e Mirta Sutter, che sono stati accompagnati da Andrea Bonfanti in qualità di vice presidente del GAL e Sindaco del Comune di Pescaglia e Chiara Traversari, operatrice presso l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, associazione facente parte del corpo sociale del GAL MontagnAppennino.

Organizzato dal partner belga, GAL Vlaamse Ardennen, l’evento ha preso avvio nella città di Gent con una visita guidata della città fiamminga. Nei giorni successivi lo staff ha avuto modo di conoscere i rappresentanti dell’amministrazione Provinciale delle Fiandre orientali e del Gal Vlaamse Ardennen, nonché degli aspetti peculiari della gestione del programma LEADER e dei GAL in Belgio. Sono stati organizzati speed date con i rappresentanti dei GAL presenti e workshop riguardanti le metodologie di animazione territoriale e di comunicazione, oltre all’opportunità di visitare buone pratiche di promozione dei prodotti tipici e del turismo nella città di Gent.

Le visite si sono poi spostate nel cuore delle Fiandre, nella città di Oudenaarde, dove si è avuto modo di visitare aziende agricole e artigianali che collaborano con il GAL, centri di accoglienza turistica e interventi di riqualificazione di chiese ed edifici storici, progetti pilota di gestione del suolo e di conoscere le produzioni tipiche del territorio come il Mattentaart IGP (dolce tipico) e innumerevoli varietà di birra. Tutti i GAL hanno inoltre partecipato a workshop e seminari riguardanti il turismo rurale, metodi di fundraising innovativi e learning networks, condividendo le proprie esperienze e portando suggerimenti e nuove idee utili ad accrescere le competenze specifiche di tutti i partecipanti, e a promuovere la cooperazione tra tutti gli operatori dello sviluppo rurale.



4.1.1 Comunicazione importante relativa alla presentazione della DUA su ARTEA

!!! ATTENZIONE !!!

Le aziende che si trovano nei comuni di recente fusione (Sillano-Giuncugnano; Fabbriche di Vergemoli, San Marcello-Piteglio; Abetone-Cutigliano) potrebbero non trovare sul sistema ARTEA l’opportunità di inserire la DUA relativa all’operazione 4.1.1 Miglioramento della competitività e redditività delle aziende agricole del GAL MontagnAppennino. In tal caso si prega di fare segnalazione urgente a gal@montagnappennino.it o allo 0583 88346.

Bando agricoltura in pubblicazione il 10 gennaio 2018

Il GAL MontagnAppennino informa che il bando 4.1.1. Miglioramento della competitività e redditività delle aziende agricole sarà pubblicato sul BURT n°2 del 10 gennaio 2018, ne sarà dato avviso su questo sito e sarà possibile presentare domande di aiuto fino al 12 marzo 2018.

Bandi del GAL MontagnAppennino di prossima pubblicazione

Il Gal MontagnAppennino chiamato a gestire la programmazione LEADER 2014-2020, con circa 6 milioni di euro di contributi a fondo perduto a sostegno di interventi di privati e Enti Pubblici delle zone montane della Provincia di Lucca e di Pistoia, ha messo a punto i testi dei bandi di prossima pubblicazione. I testi sono indicativi e non hanno quindi valore legale, ma nelle parti sostanziali (beneficiari, tipologie di investimento, tipologie di spesa, % di contributo, massimali e minimali, criteri e requisiti di ammissibilità) sono uno strumento di riferimento attendibile.  La società ha deciso di divulgarli al fine di facilitare l’attività di animazione e sostenere la progettualità dei potenziali beneficiari.

Sul sito del GAL, al seguente link https://www.montagnappennino.it/leader/psr-20142020-misura-19-metodo-leader/bandi/ è possibile scaricare i file e rimanere costantemente aggiornati sulle tempistiche.

Si specifica che i bandi delle misure 7, essendo soggette a comunicazione di non aiuto ai sensi del Reg. UE n°702 del 2014, potrebbero ricevere osservazioni e conseguenti modifiche relative alle tipologie di investimento e alle % di contributo ammissibili.

Le misure rivolte ai privati ricadono nel settore agricolo, del turismo, artigianato, commercio e culturale; le misure pubbliche sono focalizzate sullo sviluppo e il rinnovamento dei centri storici, sulla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale e sul turismo. Questa programmazione propone anche un nuovo strumento, oltre ai bandi liberi, ossia Progetti Integrati Territoriali (PIT) e Progetti Integrati di Filiera (PIF) per i quali sarà presto pubblicata una manifestazione di interesse.

I PIT sono finanziamenti  finalizzati all’aggregazione di soggetti pubblici e privati per affrontare a livello territoriale specifiche criticità. L’obiettivo è quello di promuovere, attorno alle tematiche strategiche emergenti per ogni settore, la massima integrazione fra pubblico e privato mediante la promozione ed il sostegno di tavoli di concertazione che portino dallo sviluppo dell’idea alla realizzazione del progetto strategico, comune e condiviso. I PIT potranno interessare solo il tematismo principale della Strategia “Riqualificazione dei centri storici e del contesto paesaggistico agro-silvo-pastorale ad essi collegato”.

I PIF sono progetti che aggregano gli attori di una filiera agroalimentare o forestale (agricoltori, imprese di trasformazione, commercializzazione ecc.) per affrontare i problemi della filiera stessa e per migliorare le relazioni di mercato. PIF potranno riguardare le seguenti filiere: biodiversità vegetali e animali; filiera foresta-legno-energia; produzioni zootecniche di qualità; frutticoltura di montagna; cerealicoltura di montagna; turismo rurale; progetti multifiliera finalizzati al km 0.

Sarà cura della società pubblicizzare la pubblicazione ufficiale dei bandi sul proprio sito, sul BURT, all’albo degli enti, CCIAA, Ente Parco e con relativo comunicato stampa. Lo staff tecnico del GAL rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento ed approfondimento.

Per appuntamenti con gli animatori referenti di misura: 0583/88346 – gal@montagnappennino.it

Albergo Diffuso: uno dei possibili interventi previsti dal GAL MontagnAppennino

L’Albergo Diffuso è uno dei possibili interventi previsti da diverse misure del GAL MontagnAppennino. Dato l’ampio e diffuso interesse rilevato, attraverso le segnalazioni in fase di animazione, abbiamo deciso di provare ad approfondire l’argomento e contestualizzarlo rispetto al nostro territorio.

Una definizione di Albergo Diffuso dal sito dell’ideatore Giancarlo Dall’Ara http://www.albergodiffuso.com:

“L’albergo diffuso è un albergo orizzontale, un progetto di ospitalità integrato nel territorio, nella sua cultura e nella sua comunità. L’albergo diffuso è un “luogo” ospitale, e si differenzia dai “non-luoghi” per il suo essere fortemente radicato nel territorio e nella sua cultura, che diventano componenti di base dei servizi ospitali offerti. La sua formula gestionale, si caratterizza per una marcata coerenza con i temi dell’autenticità, dell’esperienza, della relazionalità e dello sviluppo locale. Tra l’Albergo Diffuso e le altre forme di ospitalità diffusa vi è la stessa differenza che esiste tra un albergo e un residence, tra un albergo e un B&B, tra un albergo e un affittacamere.

Caratteristiche di un Albergo Diffuso sono:

  • la gestione unitaria,
  • l’offerta di servizi alberghieri e ambienti comuni a tutti gli ospiti alloggiati nei diversi edifici che lo compongono,
  • un ambiente “autentico” fatto di case di pregio, ammobiliate e ristrutturate non “per turisti”, ma pensando a residenti, seppure temporanei,
  • una distanza tra gli immobili che non è tale da impedire alla gestione di offrire a tutti gli ospiti, non solo i servizi alberghieri, ma anche l’esperienza stessa della formula ospitale,
  • la presenza di una comunità viva,
  • una gestione professionale non standard, non simile a quella che caratterizza gran parte degli alberghi che fanno parte di catene alberghiere, né tantomeno simile a quella rigida dei grandi alberghi in stile “Ritz”, ma coerente con la proposta di autenticità dell’esperienza, e con le radici nel territorio,
  • uno stile riconoscibile, una identità leggibile in tutte le componenti della struttura ricettiva, che non si configura come una semplice sommatoria di case ristrutturate e messe in rete.”

 

 

 

Normativa

Legge Regionale n. 78/2016 Testo unico del sistema turistico regionale

Il Testo Unico sul sistema turistico regionale (il regolamento attuativo è in fase di definizione) definisce l’Albergo Diffuso come segue:

Art. 21

Alberghi diffusi

  1. Sono alberghi diffusi le strutture ricettive a gestione unitaria, aperte al pubblico e caratterizzate dalla centralizzazione in un unico stabile principale dell’ufficio ricevimento e accoglienza e dei servizi di uso comune, e dalla dislocazione di camere e alloggi in due o più edifici separati, vicini tra loro.
  2. Gli alberghi diffusi, in conformità agli strumenti urbanistici comunali, sono localizzati nei centri storici, nei borghi rurali e nei nuclei insediativi in ambito costiero caratterizzati da pregio ambientale, vitalità e vivibilità dei luoghi, aventi popolazione uguale o inferiore a 5.000 abitanti.
  3. Per centro storico s’intende la zona territoriale omogenea di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765.).
  4. Per borgo rurale s’intende il nucleo o insediamento in stretta relazione morfologica, insediativa e funzionale con il contesto rurale, caratterizzato dalla presenza di più unità dalla tipologia simile nel territorio esterno alla città storica di una comunità, dalla presenza sia di edifici per la residenza sia di rustici e dalla presenza di un impianto urbanistico delimitato nel quale siano presenti elementi caratteristici di identità.
  5. Per nucleo insediativo in ambito costiero s’intende la porzione di tessuto urbano o insediamento isolato, ancorché di recente formazione, collocato in prossimità della fascia costiera e dei siti a maggiore fruizione balneare, caratterizzato dalla presenza di più unità dalla tipologia simile e dalla presenza di un impianto urbanistico delimitato nel quale siano presenti elementi caratteristici e di identità.
  6. La vitalità e la vivibilità dei luoghi ricorrono in presenza di una delle seguenti condizioni:
    a) il centro storico costituisce polo di attrazione in ragione della presenza dei servizi pubblici o privati di pubblica utilità;
    b) il centro storico, il borgo rurale o il nucleo insediativo in ambito costiero presentano emergenze di rilievo storico, culturale, paesaggistico o di tipo ambientale naturale, o inerenti alla vocazione turistica, all’artigianato tipico, a itinerari culturali, religiosi o percorsi enologico-gastronomici in zone di produzione con prodotti ad indicazione geografica protetta (IGP), o garantita o a denominazione di origine protetta (DOP).
  7. Le unità abitative di cui è composto l’albergo diffuso, ad eccezione dei locali destinati ai servizi di ricevimento e accoglienza e di uso comune, che possono avere destinazione d’uso turisticoricettiva, commerciale, direzionale e di servizi, possono mantenere la destinazione urbanistica residenziale e devono possedere:
    a) i requisiti strutturali e igienico-sanitari previsti per le case di civile abitazione;
    b) le condizioni di sicurezza e salubrità degli edifici e degli impianti negli stessi installati ai sensi della normativa vigente.
  8. L’apertura dell’albergo diffuso non può essere inferiore a cinque mesi, anche non consecutivi, nel corso dell’anno solare.

 

Art. 22

Composizione e servizi degli alberghi diffusi

  1. Le unità abitative di cui è composto l’albergo diffuso possono essere costituite da:
  2. a) camere, aventi accesso diretto da spazi di disimpegno o di uso comune, composte da uno o più locali, arredate e dotate di locale bagno autonomo, dotato di wc, bidet, lavabo, vasca da bagno o doccia;
  3. b) alloggi, aventi accesso da spazi di disimpegno o di uso comune, composti da uno o più locali, arredati e dotati di locali a uso cucina e bagno autonomi, dotato quest’ultimo di wc, bidet, lavabo, vasca da bagno o doccia.
  4. La capacità ricettiva minima è di dodici posti letto complessivi.
  5. Le unità abitative sono poste in almeno due edifici autonomi e indipendenti incluso lo stesso edificio in cui si trova l’ufficio di ricevimento.
  6. I servizi di ricevimento, di accoglienza e di uso comune sono forniti all’interno della struttura principale, ubicata alla distanza massima di 500 metri dalle singole unità abitative, misurati nel più breve percorso pedonale possibile.
  7. Il servizio di ristorazione e di prima colazione può essere affidato ad altri soggetti titolari di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ubicati alla distanza massima di 500 metri dalla struttura principale, misurati nel più breve percorso pedonale possibile.

 

Nota: Si invitano gli Enti Pubblici a prestare particolare attenzione ai commi 3 e 4 dell’art. 21 sopra citato, affinché nei propri strumenti di pianificazione territoriale siano individuati i centri storici e i borghi rurali, dove sarà possibile attivare gli esercizi di albergo diffuso.

 

Esperienze e buone pratiche

Si riportano di seguito esperienze, buone pratiche e contatti utili ad un trasferimento di conoscenze, rimanendo a disposizione per ulteriori approfondimenti.

Ospiti del Borgo – Lorenzana (PI) https://www.ospitidelborgo.it/

Ospiti del Borgo è un progetto turistico di “albergo diffuso” supportato dalla Regione Toscana, promosso dall’Amministrazione Comunale di Crespina Lorenzana e operato dalla Cooperativa Arnera.
Il borgo di Lorenzana, immerso nelle piacevoli colline toscane, con le strade come corridoi, la reception nel Caffè Trattoria sulla piazza principale e le camere nelle case, ognuna diversa dall’altra ognuna con la sua storia, diventa così di “albergo diffuso”.

L’animazione del progetto da parte della Cooperativa Arnera in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, era già partita nel 2015 con riunioni sul territorio con i proprietari delle abitazioni e le attività produttive.

Nel 2016 il Comune ha promosso una manifestazione di interesse verso i privati interessati a partecipare alla costituzione dell’Albergo.

Per l’attivazione dell’albergo, l’Amministrazione comunale ha richiesto e ricevuto dalla Regione Toscana un contributo di circa 25.000,00. Tramite bando, il Comune ha individuato il soggetto attuatore dell’iniziativa: la coop. Armera.

Il finanziamento regionale è servito principalmente all’adeguamento degli immobili dei privati secondo lo standard necessario alla definizione di albergo diffuso secondo normativa regionale. Mediamente sono stati assegnati 4.000/5.000 Euro a proprietario (individuati tramite procedura pubblica gestita dal Comune con modulistica regionale). Al momento l’Albergo conta n. 4 “camere” e la reception si trova presso l’Osteria Vecchi Sapori di Lorenzana.

Il Comune ha messo in atto una politica di agevolazione fiscale per gli aderenti all’albergo (è previsto un periodo di “impegno” ai vincoli d’uso dell’immobile):

1) agevolazione TARI

2) abbattimento del 50% degli oneri di urbanizzazione nel caso i proprietari dovessero eseguire determinate opere

I referenti tecnici del Comune che seguono la questione sono il Dirigente Luca Melani e il tecnico del SUAP Catuscia Coviello.

Istruttore Direttivo Dott.ssa Catuscia Coviello

e-mail: attivitaproduttive@comune.crespinalorenzana.pi.it

Albergo Diffuso La Pietra Antica – Corfino (Villa Collemandina) http://www.albergodiffusogarfagnana.it

L’Albergo Diffuso “La Pietra Antica” è dislocato nel paese di Corfino in provincia di Lucca, immerso nel verde dell’alta Garfagnana e a due passi dall’Orecchiella e dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. La Pietra Antica, ufficialmente riconosciuta come AD dall’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, nasce nel 2016 ed è gestita da Davide Santi, un giovane di 30 anni che ha usufruito, nella fase di start up, di un microcredito nell’ambito di Toscana Muove.

L’Albergo Diffuso prende vita nel centro del paese di Corfino, la struttura principale è frutto del recupero della vecchia casa di famiglia. Si affaccia, da un lato, sulla via principale del paese, che porta alla Piazza del Santo e alla sua terrazza panoramica che domina la valle del Serchio; dall’altro, sulla “via vecchia”, che si addentra nella parte più suggestiva del paese, quella che una volta rappresentava il centro storico di Corfino.

La struttura principale (che ospita reception, bar e servizio ristorazione) è il cuore dell’Albergo Diffuso. Non solo luogo d’accoglienza per i clienti, ma anche luogo di ritrovo e relax in ogni momento della vacanza, nonché il posto giusto dove cominciare le giornate con ricche colazioni per tutti i gusti o per concludere le serata in compagnia prima di tornare negli alloggi. L’albergo diffuso comprende altri cinque appartamenti situati nel borgo, a pochi passi dalla reception, per un  totale di 13 posti letto.

La Pietra Antica collabora con diverse realtà del territorio per organizzare eventi e offrire servizi variegati e personalizzati agli ospiti, ed è inoltre infopoint per il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano con il quale ha stipulato una convenzione quinquennale.

I Briganti di Cerreto – Cerreto Alpi (RE) http://www.ibrigantidicerreto.com

L’esperienza dei Briganti di Cerreto non è propriamente un albergo diffuso ma è comunque una forma di ospitalità diffusa molto interessante. Cerreto dell’Alpe, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, è un piccolo borgo medievale, costruito in pietra d’arenaria e legno di castagno, immerso in uno straordinario paesaggio naturale.

In un ambiente rurale che ha conservato inalterato i propri valori per primo l’ospitalità.

La Cooperativa “I Briganti di Cerreto” ha sede a Cerreto Alpi, in comune di Collagna.

Nasce nel Giugno 2003, dalla precisa volontà di un gruppo di giovani, residenti a Cerreto Alpi, con l’obiettivo di riqualificare ed implementare le attività locali, a vantaggio dell’ambiente e della comunità locale. La novità e sicuramente l’encomiabilità dell’iniziativa stanno nel desiderio di questi ragazzi di non abbandonare il luogo in cui sono nati e cresciuti per trovare lavoro, ma di sfruttare tutte le potenzialità della montagna per continuare a farla “vivere” e a progredire, nel pieno rispetto della natura. Le iniziative della Cooperativa, attuate e da attuare, si iscrivono in un’ottica prettamente locale e toccano i più disparati settori.

La Cooperativa ha per oggetto l’esercizio di un’impresa per attivare, organizzare e gestire iniziative specifiche relative a:

  • Cura del verde e del territorio.
  • Turismo di Comunità – Turismo Scolastico
  • Commercializzazione di prodotti dei settori d’interesse
  • Corsi didattici rivolti all’ambiente scolastico e a tutti gli interessati su temi inerenti al territorio per le sue connotazioni agricole, forestali, naturalistiche, ambientali, storico culturali.
  • Servizi ambientali per il controllo e il monitoraggio del territorio.
  • Coordinamento e gestione di iniziative finalizzate alla gestione di alloggi, camere o altre forme ricettive per uso turistico.
  • Gestione di servizi vari, inerenti il territorio, anche per conto di Enti o privati.

La Coop. conta al suo interno  16 Soci Fondatori, di cui 5 soci lavoratori a tempo indeterminato, più un altro dipendente non socio.

Collaborazioni con Enti locali: Comunità Montana Appennino Reggiano, Provincia di Reggio Emilia, Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Comune di Collagna, Enia

Le misure del GAL MontagnAppennino

7.6.1 sviluppo e rinnovamento dei villaggi

Beneficiari

Comuni, Unioni dei Comuni, Enti Parco Nazionali e Regionali.

Tipo di sostegno

Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale per un massimo del 100% sul costo totale ammissibile.

Il costo totale ammissibile dell’investimento non può essere superiore a € 300.000,00.

Dotazione finanziaria

€ 1.378.387,00

Tipologia di investimenti

  • riqualificazione degli assetti e delle sistemazioni agrarie tradizionali ai margini dei nuclei insediati;
  • tutela degli elementi dell’infrastruttura rurale storica (sistemazioni idraulico-agrarie, viabilità rurale, percorsi storici, elementi architettonici, e relativo corredo vegetazionale);
  • riqualificazione dei centri storici rurali caratterizzati dalla diffusa presenza di degrado e di sottoutilizzo attraverso la creazione e il miglioramento delle infrastrutture di servizio alla popolazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente per servizi e attrezzature collettive;
  • creazione, recupero e riqualificazione di spazi pubblici e di aggregazione;
  • predisposizione di materiale informativo, documentale anche in formato elettronico e/o funzionale alla rete dei social network, relativo agli interventi realizzati, anche per utilizzo nelle iniziative di promozione del territorio.

 

7.5 Infrastrutture ricreative pubbliche, centri di informazione turistica e infrastrutture turistiche di piccola scala

Beneficiari

Comuni, Unioni dei Comuni, Enti Parco Nazionali e Regionali, CC.I.AA.. La tipologia di intervento c) è destinata esclusivamente agli Enti Parco e altri soggetti pubblici gestori di aree riserve e Oasi naturali.

Tipo di sostegno

Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale pari al 100% del costo totale ammissibile.

Il costo totale ammissibile dell’investimento non può essere superiore a € 200.000,00

Dotazione finanziaria

 € 733.000,00

Tipologia di investimenti

  • Costruzione e modernizzazione di punti di informazione turistica, centri visitatori e guida, uffici di informazione e accoglienza turistica/agrituristica;
  • Infrastrutture ricreative quali: centri di accoglienza e di informazione turistica/agrituristica;
  • Investimenti di recupero e adeguamento di manufatti da destinare a centri visita e accoglienza;
  • Segnaletica turistica e agrituristica;
  • Costruzione di ripari e infrastrutture di sicurezza, riqualificazione di piccole strutture ricettive;
  • Interventi per migliorare e qualificare la fruizione della Rete Escursionistica Toscana, per realizzare circuiti di cicloturismo e itinerari turistici con valenza storico/culturale/enogastronomica/naturale;
  • Realizzazione e adeguamento di vie ferrate, di siti di arrampicata e di altre infrastrutture di tipo ricreativo e a servizio dell’outdoor;
  • Predisposizione di materiale informativo, documentale anche in formato elettronico;
  • Investimenti per l’organizzazione a livello aggregato di servizi di promozione, ricezione, accoglienza, accompagnamento, animazione turistica.

 

6.4.3 – Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività artigianali

Beneficiari

Microimprese e PMI (ai sensi della raccomandazione UE n. 361/2003) artigiane del settore manifatturiero e dei servizi all’artigianato.

Tipo di sostegno

Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale fino al 50% del costo totale ammissibile elevabile al 60% in caso di giovani imprenditori o di imprese situate in comuni con indice di disagio superiore alla media regionale.

Il contributo massimo erogabile per beneficiario è di euro 50.000,00.

Il contributo minino attivabile ammesso per domanda è di euro 5.000,00.

Dotazione finanziaria

 € 366.000,00

Tipologia di investimenti

  • diversificare l’attività artigiana in genere al fine di sostenere l’occupazione localmente, con specifica attenzione alle iniziative nell’agroalimentare;
  • lavorazione dei prodotti forestali;
  • lavorazioni artistiche tradizionali (pietra e lapideo, legno, tessitura, metalli, figurinai);
  • antichi mestieri;

 

6.4.4 – Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività commerciali

Beneficiari

Micro imprese e PMI (ai sensi della raccomandazione UE n. 361/2003) dei servizi del commercio (T.U. Codice Regionale del Commercio) nel settore della vendita al dettaglio come definito all’ Art. 15 comma 1 punto b), inquadrabili come esercizi di vicinato così come definiti all’ Art.15 comma 1 punto d) o come empori polifunzionali così come definiti all’ Art. 20.

Tipo di sostegno

Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale per un massimo del 50% del costo totale ammissibile elevabile al 60% in caso di giovani imprenditori o per imprese situate in comuni con indice di disagio superiore alla media regionale.

Il contributo massimo erogabile per beneficiario è di euro 50.000,00.

Il contributo minino attivabile ammesso per domanda è di euro 5.000,00.

Dotazione finanziaria

€ 300.000,00

Tipologia di investimenti

  • gli investimenti per attività di diversificazione dell’attività economica al fine di sostenere l’occupazione localmente, con specifica attenzione alle iniziative di servizi del commercio entro i centri storici;
  • gli investimenti per attività di diversificazione dell’attività economica al fine di sostenere l’occupazione localmente, con specifica attenzione alle iniziative di servizi del commercio fuori dai centri storici e nelle aree marginali;
  • gli investimenti per la creazione di botteghe polifunzionali in grado di erogare anche servizi al cittadino e servizi informativi-turistici;
  • gli investimenti per attività che svolgono anche un ruolo di aggregazione sociale nei centri storici e nelle aree marginali;

 

6.4.5 – Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività turistiche

Beneficiari

Microimprese e piccole imprese, attività previste dal Testo unico della Legge Regione Toscana del Turismo.

Tipo di sostegno

Contributo in conto capitale fino al 50% del costo totale ammissibile elevabile al 60% in caso di giovani imprenditori o di imprese situate in comuni con indice di disagio superiore alla media regionale.

Il contributo massimo erogabile per beneficiario è di euro 80.000,00

Dotazione finanziaria

€ 849.367,00

Tipologia di investimenti

  • Investimenti in sistemi di gestione tipo albergo diffuso entro i centri storici: adeguamento di strutture turistico ricettive, compreso l’acquisto di attrezzature fisse; adeguamento, ampliamento, realizzazione di servizi ed attrezzature complementari alle strutture turistico-ricettive; interventi di efficientamento energetico e di riduzione del fabbisogno energetico mediante ricorso a fonti energetiche rinnovabili.
  • Investimenti in forme di ospitalità integrate entro i sistemi degli itinerari storico-naturalistici, o della RET: adeguamento di strutture turistico ricettive, compreso l’acquisto di attrezzature fisse; adeguamento, ampliamento o realizzazione di servizi ed attrezzature complementari connesse alle strutture turistico-ricettive; interventi di efficientamento energetico e di riduzione del fabbisogno energetico mediante il ricorso a fonti energetiche rinnovabili.
  • Investimenti in nuovi modelli di ospitalità su turismo didattico a tema ambientale-storico-etnoantropologico: adeguamento e ampliamento di strutture turistico ricettive, compreso l’acquisto di attrezzature fisse specifiche, adeguamento, ampliamento o realizzazione di servizi ed attrezzature complementari connesse alle strutture turistico-ricettive.